I fuochi sardi e la notte di San Giovanni

In Sardegna tra il 21 e il 29 giugno si accendono i fuochi chiamati lampadas.

Quest’ultimi rappresentano sono un metodo per festeggiare un antico rito pagano che l’avvento del Cristianesimo non riuscì mai a cancellare del tutto, anche se con il passare dei secoli la festa di Lampadas venne dedicata a Santu Juvanne (San Giovanni).

I giorni intorno al solstizio erano magici e profetici e venivano festeggiati dal popolo agricolo antico soprattutto perché rappresentavano il periodo più fecondo della terra; il momento in cui tutta la natura era ricca dei suoi frutti.

Durante i festeggiamenti si accendevano i fuochi, si raccoglievano le erbe per preparare l’acqua del solstizio, e si bruciavano quelle dell’anno precedente.

Proprio questi due elementi, fuoco e acqua, rappresentavano il passaggio fondamentale per la purificazione necessaria ad affrontare il nuovo anno.

In Sardegna ancora oggi si usa accendere il “fogarone” sopra il quale le persone saltano tenendo i due lembi di una corda, la quale, tagliando il fuoco, unirà le strade delle loro vite in questa notte magica. Chi decide di saltare il falò deve farlo 3 volte, dopodiché, diventano, secondo la tradizione, commari e compari per tutta la vita, o amanti.

I lampadas racchiudono un antico rituale di origine celtica che celebrava il Solstizio d’Estate, e si concludono generalmente, il 29 Giugno con la festa dei Santi Pietro e Paolo. Il vero rito in realtà aveva lo scopo di ringraziare la terra per i suoi frutti, e di rafforzare il sole, che dal solstizio avrebbe perso sempre di più la sua forza.

Articolo redatto da Bernacchi Daniele

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